Il colloquio di lavoro

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Secondo un'indagine condotta su duemila aziende italiane, un colloquio di lavoro si decide nei primi dieci minuti. Non conta soltanto il curriculum: chi seleziona il personale osserva soprattutto come il candidato racconta la propria esperienza.

Il primo consiglio degli esperti è informarsi sull'azienda prima dell'incontro. «Mi capita spesso di chiedere che cosa produciamo e di ricevere risposte vaghe», racconta Elena Ferri, responsabile delle risorse umane di una ditta di Vicenza. «Un candidato che ha letto il nostro sito parte con un vantaggio enorme.»

Il secondo consiglio riguarda i punti deboli. Quasi tutti, alla domanda «qual è il suo difetto?», rispondono che sono troppo perfezionisti. È una risposta che non convince più nessuno: è meglio indicare una difficoltà reale e spiegare come si sta cercando di superarla.

Attenzione anche ai soldi: parlare di stipendio è legittimo, ma non conviene farlo per primi. Se invece è l'azienda a chiedere quanto vorreste guadagnare, evitate di rispondere «non so». Meglio indicare una cifra realistica, basata sui contratti del settore.

Infine, quasi nessuno lo fa, ma funziona: alla fine del colloquio, fate almeno una domanda. Dimostra interesse e vi permette di capire se quel posto è davvero adatto a voi. E se il colloquio va male, chiedete un riscontro: sapere perché non siete stati scelti vale più di dieci candidature inviate a caso.

Domande

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1

Di che cosa parla il testo? Rispondi con una frase.

2

Secondo l'indagine citata, che cosa è decisivo in un colloquio?

3

Elena Ferri dice che molti candidati non sanno che cosa fa l'azienda.

4

Come bisogna rispondere alla domanda sui propri difetti?

5

Secondo l'articolo è meglio essere i primi a parlare di stipendio.

6

Che cosa consiglia l'articolo di fare alla fine del colloquio, e perché?

7

Nel testo: «sapere perché non siete stati ______ vale più di dieci candidature». Completa.