I ragazzi, i social e il tempo
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Una ricerca su tremila studenti delle scuole superiori italiane, presentata la settimana scorsa a Roma, racconta un rapporto con i social molto diverso da quello che immaginano gli adulti.
Il dato più commentato riguarda il tempo: in media quattro ore e venti minuti al giorno, ma la cifra da sola dice poco. Il 38% degli intervistati dichiara di usare i social «soprattutto per restare in contatto con gli amici», il 24% «per informarsi» e solo il 12% ammette di passare il tempo «senza un motivo preciso». Il resto indica lo studio o interessi specifici, dalla musica allo sport.
Interessante anche il rapporto con la scuola: due studenti su tre dicono di aver imparato qualcosa di utile per le lezioni guardando video online, mentre quasi la metà ammette di essersi distratta durante i compiti a causa delle notifiche. Molti hanno trovato una soluzione da soli: il 41% tiene il telefono in un'altra stanza mentre studia.
Ai ricercatori ha colpito soprattutto una risposta. Alla domanda «ti sentiresti meglio se i social non esistessero?», il 56% ha risposto sì, ma alla domanda «li cancelleresti domani?» solo il 9% ha detto sì. «Non è contraddizione», spiega chi ha condotto lo studio. «I ragazzi sanno che quello spazio ha dei costi, ma sanno anche che uscirne da soli significa restare fuori dalla vita degli altri.»
La conclusione della ricerca non chiede di vietare, ma di insegnare: «Il divieto sposta il problema di qualche anno. Servono ore di educazione digitale nelle scuole, con gli stessi criteri con cui si insegna a leggere un giornale.»
Domande
0/7Di che cosa parla il testo? Rispondi con una frase.
Per che cosa usano i social la maggior parte degli intervistati?
Secondo la ricerca, nessuno studente trova i social utili per la scuola.
Che soluzione hanno trovato molti studenti per studiare meglio?
Come spiegano i ricercatori la differenza tra il 56% e il 9%?
La ricerca propone di vietare i social ai minori.
Completa: «Ti sentiresti meglio se i social non ______ (esistere)?»